Perché mamme di fretta?
Postato il 23-mar-2007 01:35 da paritàlecce
Perché mamme di fretta?
Perché come dice Linda Laura Sabbadini – direttore centrale ISTAT l’organizzazione quotidiana delle madri si rivoluziona con la nascita di un figlio. Cresce, infatti, il numero di ore dedicate al lavoro familiare (+ 3h) e cresce il numero di ore anche all’aumentare del numero di figli:
- da 1 figlio a 2 figli + 40’
- da 2 figli a 3 figli + 1h 03’
Ciò avviene anche per le lavoratrici seppure con intensità diverse: rispettivamente da 5h14’ a 5h26’ a 5h52’
L’organizzazione quotidiana per i padri non cambia quando nasce un figlio, infatti c’è solo qualche aggiustamento impercettibile:
I padri rinunciano a 30 minuti di tempo libero e a 8 minuti di attività fisiologiche per investire di più in lavoro extradomestico e familiare. Ma …sono cambiamenti minimi rispetto alle madri e, inoltre, i tempi non variano al variare del numero di figli.
Ma ancora perché troppe donne si dimettono dal lavoro in seguito a maternità.
E allora quali politiche – culturali, sociali, urbanistiche – è necessario approntare perché le mamme non rinuncino al lavoro, perché le donne si riapproprino anche del tempo per la cura di sé, perché si possa riaffermare il valore della lentezza?
Iniziamo con gesti concreti: gli assegni di cura per le famiglie della Giunta Vendola, il progetto Bimbi in Galleria per le mamme lavoratrici della Galleria/Piazza Mazzini, i parcheggi rosa nella nostra città per le mamme, ma senza dimenticare che è necessario ormai elaborare un Piano dei tempi della Città.
E se diventasse un terreno di confronto tra gli aspiranti Sindaci di Lecce?
Commenti
o forse arrivo tardi, ma sono convinta che non è mai troppo tardi per dare , in termini di testimonianze, un contributo che serva alla collettività. Sono una mamma di anni 52, consulente del lavoro libera professionista, ho lavorato sempre in autonomia sino a 10' pirma che avvenisse il lieto evento. E di lieti eventi ne ho avuti tre. Si, sono madre " di fretta" di tre splendide filglie e per evitare di partorire mentre ero alla guida della mia autovettura, o di partorire presso il mio studio, il destino ha voluto che potessi convenire con il mio bravo ginecologo il giorno degli eventi tramite il cosi detto parto indotto.
Ricordo momento per momento tutte le fatiche per portare avanti le gravidanze continuando a lavorare, e vi assicuro non è stata impresa facile. Le file presso gli uffici pubblici trascorse senza poter contare su una sedia; infatti le sale di attesa con poltroncine sono di recente istituzione; I parcheggi difficoltosi da raggiungere; e cosa dire, una volta nate le figlie, degli inesistenti asili nido, per chi come me non poteva contare sull'aiuto di parenti e doveva garantire la propria presenza a lavoro? Le così tanto invocate strutture, che dovevano essere di aiuto alla famiglia , non erano presenti sul nostro territorio e ahimè continuano a non esserci. E continuiamo a essere mamme "di fretta" . Di fretta con fagottini di appena poche settimane al seguito per raggiungere i vari appuntamenti con clienti o funzionari di enti pubblici, per trattare quella e quell'altra pratica, spesso previo attese lunghissime per dare il tempo al dipendente di ritornare dalla spesa; si, ora abbiamo fatto dei passi in avanti, c'è Brunetta, ha fatto paura, ma abbiamo anche i cellulari. Il mio pensiero va alle attuali mamme di "fretta che devono aspettare la fine delle telefonate.......... e che dire dei marciapiedi ingolfati allora di macchine che usurpavano lo spazio ai pedoni e alle tante mamme " di fretta" con carrozzine che non avevano la possibilità di transitare.... Ora abbiamo le strisce blu......ma sopra i marciappiedi vi sono tavoli e tavolini piante ornamentali e ancora escrementi di animali curatissimi. ......... si ,sono convinta , l'argomento potrebbe essere terreno di confronto tra gli aspiranti sindaci, ma gli aspiranti sindaci dovrebbero vivere la città sentire e guardare, vedendo le disfunzioni che fanno da cornice alla nostra amata Lecce........i parcheggi rosa, in modestissima quantità, rappresentano un passo avanti........ma la cultura istituzionale dovrebbe essere di esempio alla intera cittadinanza. Ho speranze , confido nella crescita e nel contributo che ognuno di noi può dare. ....Ma a volte mi auguro di non diventare nonna "di fretta"
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